Centrodestra e host all’attacco. Pd e Avs pronti a votare l’atto. Anche la Cgil si schiera con la giunta

La sindaca Sara Funaro annuncia lo stop ai nuovi affitti turistici brevi anche fuori dall’area Unesco e, passati pochi minuti dalla fine della conferenza stampa, squilla il telefono. È Alessandro Draghi, esponente FdI e vicepresidente del Consiglio comunale: “La sindaca chiede una procedura d’urgenza per far arrivare la delibera in Consiglio comunale nella prima seduta utile. L’urgenza è per disastri naturali, non per queste cose”, attacca. Passano pochi minuti e tutto il centrodestra è in subbuglio: i consiglieri di FdI, Fi, Lega, lista Schmidt e Noi Moderati dicono che “politicamente non si comprende il motivo di tale urgenza: si perde così un’occasione di confronto storico con le parti interessate, stakeholder, associazioni e cittadinanza. Abbiamo seri dubbi sulla legittimità della richiesta d’urgenza, che oltretutto fa venire meno la partecipazione tanto decantata dalla Funaro”.

Massimo Sabatini della lista Schmidt osserva che “il piglio e la determinazione dedicati dall’amministrazione fiorentina al tema locazioni, genera la misura di quanto determinazione e piglio manchino verso tutti gli altri problemi che attanagliano la città”, Matteo Chelli di FdI parla di “metodo autoritario che bypassa totalmente il confronto e trasforma il Consiglio comunale in un organo passacarte”, Luca Santarelli di Noi Moderati è stupito dal fatto che questa amministrazione “rivendichi in ogni occasione la ‘partecipazione’ che in evidenza esiste solo nelle parole”. Anche Lorenzo Masi del M5s si irrita: “Ieri in commissione si è parlato di locazioni brevi, nessun consigliere di maggioranza ha proferito parola. Possibile che nessuno fosse a conoscenza della delibera? Noi ne siamo venuti a conoscenza solo poche ore fa”.

Sul contenuto della delibera secondo Dmitrij Palagi di Spc “le promesse della sindaca per il 2028 — privilegiare i piccoli sui grandi, restringere alla fine della moratoria — sono slogan finché non diventano criteri scritti”, per Cecilia Del Re di Fd “ciò che salta all’occhio è la mancanza di attenzione alle zone universitarie, come Novoli, dove con l’arrivo della tramvia anche gli alloggi per studenti sono diventati introvabili”. Per Francesco Casini e Francesco Grazzini di Iv questa “è una forzatura. La delibera viene discussa nel giro di due giorni e approvata in pochissimo tempo, senza confronto, senza possibilità di approfondimento. C’è un accanimento ideologico contro gli affitti brevi”. E anche Property Manages parla di “furore ideologico” del Comune. Mentre secondo il comitato Salviamo Firenze “la sindaca Funaro si considera apripista in Italia, sulla carta lo è certamente, nei fatti purtroppo ancora no. Perché mancano del tutto i controlli”.

Insomma, non è un pomeriggio semplice a Palazzo Vecchio. Vincenzo Pizzolo di Avs-Ecolò, anche lui vicepresidente del Consiglio comunale, dice che “la procedura d’urgenza è motivata dal fatto che col periodo di salvaguardia potrebbe esserci un boom di domande. E questo può avvantaggiare i grandi gruppi di speculazione. Sul contenuto dell’atto sono soddisfatto, il tema degli affitti brevi non si limita solo al centro storico”. Lato Pd i consiglieri seguono ovviamente il pensiero della giunta. “La richiesta della sindaca di accelerare il percorso è legittima, l’auspicio è che Firenze faccia da apripista anche per altre città”. Per il presidente Cosimo Guccione la prossima riunione dei capigruppo non sarà all’insegna della serenità: “La sindaca ha la possibilità di usare la procedura d’urgenza. E’ legittima”. Infine, per la Cgil, “l’atto messo in campo dal Comune è una decisone di primissima importanza”.

di Niccolò Gramigni