Lavori stra­dali, i numeri e i dubbi del M5S

L’asses­sore Gior­gio: in un anno 12.800 inter­venti, abbiamo dato prio­rità alle urgenze

In un anno, dal 12 marzo 2025 al 12 marzo 2026, Avr, il glo­bal ser­vice che si occupa del rifa­ci­mento dell’asfalto sulle strade cit­ta­dine, ha fatto 12.791 inter­venti, circa 35 al giorno, tra cui 2.214 per segna­la­zioni di pronto inter­vento e 9.800 a seguito di segna­la­zioni di gua­sto ai sotto ser­vizi. Il tempo medio per un pronto inter­vento è di 30 minuti, per un gua­sto di 30,8 giorni. Sono i numeri for­niti dall’asses­sore Andrea Gior­gio, che ha anche illu­strato l’esi­stenza di un sistema infor­ma­tiz­zato per la gestione delle segna­la­zioni e di un moni­to­rag­gio con­ti­nuo dello stato delle strade.

I numeri, appa­ren­te­mente enormi, sono in realtà pic­coli secondo lo stesso asses­sore: «In que­sti anni di inter­venti del Pnrr abbiamo dovuto dare prio­rità a grandi can­tieri, e quindi sono stati pro­gram­mati via via gli inter­venti neces­sari, per non andare ad appe­san­tire la situa­zione in città», spiega Gior­gio, aggiun­gendo però che la sta­gione del Pnrr è ormai con­clusa.

Le cri­ti­che ad Avr Masi (Cin­que­stelle): il tema non è sol­tanto quanti can­tieri fatti, ma quanti invece si tra­sci­nano per mesi senza una solu­zione defi­ni­tiva

«12 mila inter­venti in un anno sono un dato impor­tante, ma la vera domanda è: fun­zio­nano dav­vero?», si chiede il capo­gruppo del Movi­mento 5 Stelle Lorenzo Masi, che aveva posto il que­stion time alla giunta sui risul­tati di Avr nel primo anno del nuovo con­tratto di ser­vi­zio. Secondo cui i numeri non sono suf­fi­cienti a descri­vere la situa­zione reale: «Il tema non è solo quanti inter­venti si fanno, ma se que­sti sono riso­lu­tivi, se ese­guiti nei tempi pre­vi­sti e se rispon­dono a cri­teri di prio­rità effi­caci. Oggi vediamo troppe situa­zioni che si tra­sci­nano per mesi. Se il sistema fosse effi­cace, non avremmo una distanza così evi­dente tra i dati for­niti e quello che i cit­ta­dini vivono ogni giorno».

Masi chiede quindi tem­pe­sti­vità, ma anche più tra­spa­renza: «Serve un moni­to­rag­gio capil­lare da parte degli uffici e una veri­fica pun­tuale dell’effi­ca­cia degli inter­venti. La qua­lità delle nostre strade — com­presa la segna­le­tica — pre­senta cri­ti­cità evi­denti. Fin­ché non si colma il diva­rio tra numeri e realtà, il ser­vi­zio non può dirsi all’altezza».

Fonte: Corriere della Sera 28 apr 2026