Gli attacchi all’ex sindaco arrivano anche da Avs-Ecolò. E poi da M5S, Sinistra Progetto Comune e centrodestra
di MATTEO LIGNELLI
la Repubblica Firenze
Il caso Montedomini continua a produrre ruggini, stavolta anche interne al centrosinistra. L’ex sindaco Dario Nardella difende l’ASP causando una irritazione trasversale che va da Avs Ecolò – partner di governo del Pd – fino alla sinistra sinistra di Dmitrij Palagi, passando per l’opposizione di destra.
A Toscana Tv Nardella sì, plaude alla «reazione» di Sara Funaro, ma anche alle scelte del passato: «Da principi fondativi, Montedomini e tutte le Asp devono utilizzare il loro patrimonio per fare reddito, per trovare risorse economiche con cui finanziare servizi agli anziani e ai più deboli. Quindi – va avanti – gli appartamenti e il patrimonio di Montedomini non devono essere dati a basso costo a qualcuno sulla base di principi di solidarietà, devono fruttare economicamente e commercialmente. E può succedere che vengano utilizzati a fini turistici. La bufera politica scatta all’istante».
Matteo Chelli di Fratelli d’Italia fa notare l’incoerenza: «Se non c’è alcun problema, e ci sono benefici per il sociale, non si vede alcun motivo di modificare il regolamento di Montedomini: si mettano d’accordo Funaro e Nardella».
La scorsa settimana Funaro aveva annunciato un nuovo regolamento e lo stop all’uso turistico del patrimonio immobiliare. Anche Giani aveva chiesto che non succedesse di nuovo. Sia Palazzo Vecchio che Nardella cercano però di azzerare le polemiche sul cambio di passo: «La sindaca – dice Nardella in serata a Repubblica – ha preso la giusta decisione: ogni periodo della città ha le sue esigenze, oggi il tema affitti brevi è molto più pressante».
Nel mentre, arrivano critiche da più parti. «Se Nardella avesse adottato le linee di Funaro durante il suo mandato oggi Firenze starebbe decisamente meglio – rimarcano i consiglieri di Avs-Ecolò –. Non abbiamo condiviso le scelte operate sul patrimonio di Montedomini in passato».
«Nel giugno 2023, lo stesso mese in cui annunciava in tutta l’area Unesco della città il divieto di attivare nuovi affitti brevi, per via Guelfa 83 venivano rilasciati sette codici identificativi turistici» ricorda Palagi di Spc.
«Il punto è politico – aggiunge Lorenzo Masi del M5s –. C’è una vera emergenza abitativa e la pubblica amministrazione deve essere la prima a dare il buon esempio».
«C’è grande ipocrisia e contraddizione – evidenzia Massimo Sabatini –. Proprio Fratelli ha negato la presenza di indirizzi da parte del Comune».
Dai meloniani arriva anche la stoccata di Alessandro Draghi: «Avrei voluto vedere e sentirlo in aula il 4 settembre». «Nardella prova a blindare il sistema che ha creato: il fine non giustifica i mezzi, hanno tradito la storia di Montedomini e delle donazioni secolari» chiosa Massimo Torelli di Salviamo Firenze.